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foto e documenti, archivio GIULIANO LAVEDER
Belluno, 25 settembre 1927 – I Podestà di numerosi comuni della provincia di Belluno si sono riuniti ad Agordo per discutere la necessità di costruire al più presto la linea ferroviaria Agordo-Corvara-Brunico. L’incontro, svoltosi nella sede municipale su invito del Podestà di Belluno e alla presenza del Vice Prefetto Presidente della Commissione Reale per l’Amministrazione provinciale, ha evidenziato il forte sostegno al progetto da parte delle amministrazioni locali. L’obiettivo della nuova infrastruttura è quello di collegare direttamente la Val Pusteria con la pianura veneta e il porto di Venezia, creando una rete di comunicazione più efficiente tra le province a nord delle Alpi e il mercato italiano. La Delibera: Impegno Economico e Progettuale Dopo un’ampia discussione, i Podestà hanno deliberato di: Sostenere il progetto avviato dai Comuni della Val Badia e di Brunico, affinché venga redatto il progetto esecutivo della ferrovia Agordo-Brunico. Finanziare
il tratto Corvara-Agordo, con una spesa iniziale stimata in 120.000 lire, ripartita tra i Comuni partecipanti. Trasmettere la delibera alle autorità competenti per l’approvazione delle spese. Ringraziare il Presidente della Commissione Reale della Provincia, che ha garantito un contributo economico di 10.000 lire al progetto. Affidare la progettazione all’ingegnere Zanderigo di Verona, già incaricato dello studio del tratto Corvara-Brunico. Istituire un comitato esecutivo, presieduto dall’ing. Motta e composto dai Podestà di vari comuni, con l’incarico di portare avanti le pratiche per il finanziamento e la realizzazione dell’opera. Un Progetto Rimasto Sulla Carta Nonostante il forte interesse dell’epoca, la ferrovia Agordo-Brunico non vide mai la luce. Le difficoltà economiche e politiche dell’Italia nel periodo tra le due guerre, unite ai cambiamenti nelle strategie di trasporto, frenarono la sua realizzazione. Tuttavia, l’iniziativa dimostra come, già negli anni ’20, si avesse una visione moderna della mobilità alpina, anticipando la necessità di collegamenti ferroviari per il turismo e il commercio. Oggi, il dibattito sulla viabilità nelle Dolomiti è ancora aperto e il documento del 1927 testimonia un’epoca in cui la ferrovia era considerata la soluzione più strategica per lo sviluppo del territorio. (mm)
I DOCUMENTI DELL’EPOCA, ARCHIVIO GIULIANO LAVEDER