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“A un territorio sempre più fragile – dice Tatiana Pasi Becher- ancor di più dopo Vaia, ai blackout, il rischio valanghe, il dissesto idrogeologico, le strade chiuse alla circolazione, si aggiunge ora il danno economico degli impianti chiusi per le festività natalizie. Una decisione che avrà conseguenze pesantissime per le società che gestiscono gli impianti, i loro dipendenti, padri di famiglia lasciati a casa, i maestri di sci, i rifugisti e tutte le categorie del settore. Mi piacerebbe tanto proporre a coloro che legiferano per la montagna, senza averla mai veramente vissuta, di venire a vivere per un periodo a Misurina, a Danta o a Lorenzago. Sono consapevole dell’emergenza sanitaria in corso e sono la prima a pensare ‘prima la salute’, ma dobbiamo essere messi nelle condizioni di poter rimanere a vivere in sicurezza tra queste valli e poter trarre il sostentamento necessario di cui far vivere i nostri figli”.
Foto di Giuseppe Pais Becher